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mercoledì 19 settembre 2012

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Stando a quello che è l’ultimo Internet Security Threat Report di Symantec relativamente alla diffusione a livello mondiale di malware per il 2011 oramai trascorso Roma, la capitale del Bel paese, è riuscita a guadagnarsi un nuovo titolo: quello di “capitale dei virus informatici”. Roma, così come l’intera Penisola, è infatti al primo posto in classifica per numero di bot dell’area Emea (ovvero quella facente riferimento ad Europa, Medio oriente ed Africa) collocandosi invece direttamente in seconda posizione, subito dopo Taipei e Taiwan, nella classifica mondiale. Dopo Roma vi sono poi, seppur con molto distacco, Milano, Cagliari, Arezzo e Bolzano. Dall’Internet Security Threat Report ne è emerso inoltre che circa il 4% di tutto lo spam ed il phishing rilevato nelle regioni Emea proviene proprio dal Bel paese e che i siti web web contenti maggiori pericoli per gli utenti sono quelli a carattere religioso, un dato questo che va quindi a sfatare il mito che i siti internet a “luci rosse” sono quelli aventi un maggior quantitativo di pericoli (malware, trojan etc.). Secondo il rapporto, infatti, nei siti web a carattere religioso il numero di minacce, la maggior parte delle quali presenti sotto forma di finte pubblicità antivirus, che sono state identificate su spazi online di tale tipologia corrisponde a ben 115. Sui siti pornografici, invece, il quantitativo di minacce identificate è risultato inferiore addirittura del 20%. A seguire gli spazi online a carattere religioso vi sono poi nella classifica dei siti web più vulnerabili le pagine personali, quelle di finanza e da quelle di shopping ed educazione. Unitamente a tali dati dal rapporto di Symantec ne è emerso inoltre che ad essere particolarmente preoccupante è anche l’aumento della vulnerabilità degli smartphone: le minacce per i dispositivi mobili sono cresciute del 93% nel 2011, così come il numero di insidie in grado di mettere a repentaglio il sistema operativo Android.
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Flame si sta suicidando, parola di Symantec

Di Flame, il supervirus scoperto da Kaspersky e che è stato identificato come una tra le peggiori minacce informatiche, se ne parla già da diversi giorni a questa parte ma proprio nel corso delle ultime ore hanno iniziato a circolare in rete nuove informazioni provenienti, questa volta, direttamente dal fronte Symantec. Stando a quanto reso noto dalla nota software house specializzata in sicurezza informatica Flame sarebbe stato aggiornato per attivare da remoto una procedura di suicidio su tutti i computer infetti. Gli autori del malware stanno infatti trasmettendo del codice capace di rimuovere completamente il virus in modo tale da andare ad impedire ai ricercatori di sicurezza di studiarne il funzionamento e, di conseguenza, di sviluppare le opportune contromisure. Victor Thakur, uno degli esperti di Symantec, ha infatti dichiarato che gli sviluppatori di Flame sono ben consapevoli di essere sotto osservazione motivo per il quale hanno deciso di agire così come appena descritto. Nel dettaglio, l’ordine di rimozione di Flame viene inviato verso i sistemi infetti dai server command-and-control, i computer impiegati dagli autori del malware per poter trasmettere tutte le indicazioni necessarie sulle eventuali operazioni da eseguire. Per poter monitorare il malware Symantec sfrutta appositi computer denominati honeypot e volutamente infettati da Flame per riceverne gli aggiornamenti. Uno degli ultimi file individuati è quello siglato come browse32.ocx, un modulo funzionante come un unistaller ed in grado, appunto, di rimuovere tutti i file e le directory impiegate da Flame andando a sovrascrivere il disco con caratteri casuali al fine di impedire l’identificazione dell’infezione. Una volta ultimata l’operazione di pulizia il modulo viene poi autocancellato e sui computer non resta più alcuna traccia di Flame. Photo Credits | Flickr

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Flame

Flame, il super malware realizzato appositamente per sottrarre informazioni segrete archiviate sui sistemi di organizzazioni governative, torna a far parlare di sè o almeno così sembrerebbe stando a quanto recentemente emerso dalla collaborazione tra gli esperti di Symantec, di Kaspersky, dell’International Telecommunication Union e del centro tedesco per i crimini informatici. Secondo gli esperti, infatti, il codice malevolo del super malware realizzato dai servizi segreti condivide con almeno altri tre virus lo stesso centro di comando e controllo e la cosa accade già da molti anni, molto più di quelli inizialmente suggeriti. Nel dettaglio, i server mediante i quali agisce Flame sono stati impiegati da ulteriori tre malware, sino a questo momento completamente sconosciuti, che servendosi di sofisticati metodi crittografici hanno garantito l’estrema riservatezza delle informazioni che sono state prima rubate e poi scambiate tra client infetto e server di controllo. Sempre attenendosi a quanto riportato dagli esperti la piattaforma di comando e controllo sfruttata da Flame è stata adoperata dagli ulteriori tre malware già a partire dal 2006, esattamente 4 anni prima che il super virus lasciasse le sue prime tracce in rete. Tenendo conto di tali dati appare quindi molto probabile il fatto che chi si è occupato della gestione dell’operazione Flame sia coinvolto in ulteriori operazioni di spionaggio informatico che allo stato attuale delle cose non è stato ancora possibile identificare. In ogni caso anche se, secondo le stime, Flame pare sia riuscito a sottrarre circa 5,5 GB di dati compressi in appena una settimana di attività, ora, per ragioni non ancora chiare, sembra che gli sviluppatori del malware non siano più riuscti ad accedere ad uno dei server di appoggio impiegati per l’archiviazione dei dati trafugati.

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martedì 18 settembre 2012

BitTorrent, l’Italia al terzo posto nella classifica del download illegale

Durante le ultime ore Musicmetric ha pubblicato il report denominato Digital Music Index, ovvero il più recente esame condotto dagli analisti della società specializzata nello studio dei dati per offrire all’industria musicale una dettagliata mappatura sia delle abitudini sia delle preferenze degli ascoltatori dell’intero globo terrestre. Unitamente alle informazioni facenti riferimento alla diffusione e all’utilizzo dei servizi autorizzati, come nel caso di Last.fm, iTunes, Spotify, YouTube e molti altri ancora, e a quelle su come i vari artisti appartenenti al mondo della musica entrano in contatti con gli utenti, ad esempio sfruttando canali quali Facebook e Twitter, i dati raccolti hanno anche permesso di stilare una speciale classifica dei paesi nei quali risulta maggiormente diffusa l’attività dei download illegali dei brani musicali e, nello specifico, mediante BitTorrent. Stando ai dati pubblicati da Musicmetric, quindi, l’Italia va a piazzarsi direttamente al terzo posto con oltre 33 mila download illegali e con Jovanotti, Vasco Rossi e Ligabue presenti nella top 5 dagli artisti musicali maggiormente apprezzati dagli utenti torrent. Al secondo posto in questa speciale classifica è invece presente il Regno Unito, con circa 43 milioni circa di download illegali e di cui il 78% corrisponde ad album interi di singoli artisti. A troneggiare sono però gli Stati Uniti che vanno a piazzarsi direttamente al primo posto in classifica con ben oltre 96 milioni di download pirata. Sempre attenendosi a quelli che sono i dati presenti nel report è poi possibile scoprire che i 750 mila artisti tracciati sono stati oggetto di circa 405 milioni di download illegali totali. Numero massiccio di download pirata a parte appare comunque opportuno porre l’accento sulla mancanza di dati precedenti al periodo in esame essendo quello in questione il primo indice realizato dagli analisti di Musicmetric. Photo Credits | deviantART

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Yahoo! regalo dipendenti smartphone Marissa Mayer, il neo CEO di Yahoo!, è del parere che i suoi dipendenti debbano comprendere cosa gli utenti finali vogliono davvero e, sopratutto, cosa si aspettano che l’azienda in viola offra loro, specie per quanto concerne il settore mobile. Proprio per questo Marissa Mayer ha provveduto a dare il via ad una nuova iniziativa che, appunto, consentirà ai dipendenti di Yahoo! di entrare gratuitamente in possesso di uno degli smartphone di ultima generazione compresi in un’apposita lista. Al pari, o quasi, di Steve Ballmer che, proprio qualche giorno fa, ha fatto sapere che regalerà ai suoi dipendenti un computer con Windows 8, Microsoft Surface ed uno smartphone dotato di Windows Phone 8 Marissa Mayer ha scelto di dare il via al piano denominato “Yahoo! Smart Phones, Smart Fun!”. L’iniziativa, così come reso noto, prevede che a ciascun dipendente di Yahoo! venga consegnato, in regalo, un nuovo smartphone in modo tale che possano utilizzare gli stessi device della maggior parte degli utenti e capire quindi cosa loro si aspettano dai diversi prodotti. Tra i dispositivi presenti in lista che i dipendenti di Yahoo! hanno la possibilità di scegliere vi sono il Nokia Lumia 920, l’iPhone 5, il Samsung Galaxy S3, l’HTC One X e l’HTC Evo. Nell’elenco, così com’è possibile notare, non è presente alcun device BlackBerry ed i motivi, in tal caso, sono fondamentalmente due: in primis vi è l’interruzione del supporto per gli smartphone RIM dei dipendenti Yahoo! e, in secondo luogo, il colosso in viola non ritiene che la maggior parte dei suoi clienti utlizzi dispositivi della canadese. Yahoo!, oltre a regalare ai suoi dipendenti lo smartphone preferito, provvederà anche a pagare loro l’intera spesa telefonica effettuata dai device in questione. Insomma, mica male!

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Home > Applicazioni Online > Pdf2Social: condividere documenti PDF su Facebook Pdf2Social: condividere documenti PDF su Facebook Profilo Google+ Desiree Catani 18 settembre 2012 0 commenti 3 12 0 Ads by Google Il Browser Google Chrome Lo Scarichi una Volta e si Aggiorna Automaticamente. Provalo Ora! www.google.com/chrome Le pagine di Facebook fanno compagnia ad un infinito numero di utenti che quotidianamente condividono status e soprattutto immagini. Se avete voglia di postare altri tipi di file, però, dovrete ricorrere ad altri metodi, come ad esempio sfruttare un sito di file hosting che vi permetterà di caricare un qualsiasi contenuto e di ottenere un link da condividere facilmente. Operazione eccessivamente lunga per i vostri gusti? Se avete necessità di pubblicare un documento in formato PDF su Facebook, oggi vogliamo presentarvi l’applicazione che può fare al caso vostro. Stiamo parlando di Pdf2Social, un’applicazione web che vi consente di condividere i vostri file PDF senza nessun problema. La procedura per caricare questi specifici contenuti sul social network blu è molto semplice, non dovrete far altro che raggiungere il sito web di Pdf2Social e selezionare il bottone blu “Connect” per effettuare il log-in con il vostro account di Facebook. In seguito, verrete trasportati in una pagina in cui dovrete selezionare il bottone “Scegli file” per caricare il documento PDF e negli spazi sottostanti avrete la possibilità di inserire un messaggio e il nome dell’album in cui finiranno le pagine del PDF. Dopo aver riempito tutti i campi, potrete avviare la pubblicazione sul social network selezionando il bottone “Publish PDF on Facebook”. Dobbiamo sottolineare che i fogli del documento verranno convertiti automaticamente in delle immagini che saranno immesse in un nuovo album di Facebook. In pochi istanti il nuovo album avrete caricato i contenuti sul vostro profilo e qualsiasi vostro amico potrà visionarli. Facile, vero?
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